LA STORIA

Una tradizione ricca di storia quella tramandata da Cimina Dolciaria, capace di far arrivare fino ai giorni nostri un metodo di produzione del cioccolato unico nel suo genere.

La storia narra di un principe francese che in pellegrinaggio verso Roma nel XVII Secolo, lungo la Via Francigena, durante un forte temporale, trovò rifugio ed accoglienza tra le mura della città di Capranica. Tra le persone della servitù del principe, viaggiava anche un cuoco esperto nella lavorazione del cioccolato che doveva tramandare i segreti della lavorazione anche alla servitù del Papa. Il principe per ringraziare dell’ospitalità ricevuta, decise di lasciare in dono del cacao e trasferire le conoscenze del cuoco sulla lavorazione del cioccolato. Il caso volle che ad acquisire i segreti fu un agricoltore di nocciole che decise di unire i due ingredienti per creare un contrasto perfetto nato dalla casualità ma rimasto saldo nel tempo: “Il cioccolato alla nocciola”.

Nella storia del Carnevale Romano sono citate le “nocchie” in quanto alimento assai gradito a Papa Leone X. È tuttavia a partire dal Settecento che comincia una coltivazione più specifica: la pianta viene coltivata ad alberello da frutto e posta lungo i filari delle vigne, soprattutto per facilitare  l’impollinazione delle viti. Dalla fine dell’Ottocento alla Seconda guerra mondiale, alcune famiglie agiate, nel territorio di Capranica, in località La Trinità, iniziano le prime coltivazioni intensive che troveranno poi più ampio sviluppo a partire dagli anni Sessanta.

IL CIOCCOLATO

Da Cimina Dolciaria teniamo moltissimo alla selezione e alla corretta coltivazione delle piante di cacao. Fondamentale è la giusta fermentazione dopo il raccolto, per il  gusto e il sapore del cioccolato. Poi c’è l’essiccazione, essenziale a preservare l’aroma e il gusto delle fave.

Le fave di cacao vengono macinate finemente per formare la pasta di cacao, il cuore e l’anima del finissimo cioccolato.

Il Cacao lavorato in Cimina Dolciaria ha origini rigorosamente selezionate. Dalla Repubblica Dominicana all’Ecuador, Madagascar, Perù e Sao Tomé, paesi dove la coltivazione del cacao ha svolto un ruolo significativo nell’economia.

Con oltre 30 mila ettari di piantaggioni, la provincia di Viterbo, a partire dagli anni Novanta, ha conquistato il primato nazionale della produzione di nocciole. La coltivazione nella provincia laziale è estesa in 30 comuni, in 15 dei quali rappresenta la principale attività agricola e coinvolge più di 8 mila famiglie.  Per il suo sapore intenso e deciso, la qualità della nocciola Tonda Gentile Romana è ormai riconosciuta ed apprezzata dai grandi maestri cioccolatieri e dalle più rinomate aziende di produzione dolciaria.

LA NOCCIOLA

La produzione della “Nocciola Tonda Gentile Romana” interessa alcuni comuni di Viterbo e Roma. All’interno di una dieta sana ed equilibrata bastano 13/15 nocciole per assicurarsi un ottimo snack quotidiano dal moderato apporto calorico e ottimo apporto di nutrienti utili al nostro benessere. E’ il caso della vitamina E e dei polifenoli antiossidanti, degli steroli (ipocolesterolizzanti), delle fibre (contengono il picco glicemico e migliorano il transito intestinale) oltre che del potassio, fosforo, magnesio. La nocciola, inoltre, ha proprietà preziose per il nostro sistema cardiovascolare grazie al suo ricco contenuto di acidi grassi monoinsaturi. In associazione ad una alimentazione sana ed equilibrata, le nocciole costituiscono una vera e propria difesa contro molte insidiose malattie cronico-degenerative.